RECUPERO CREDITI GIUDIZIALE
procedura legale di recupero credito in USA
Va innanzitutto tenuto
presente che negli U.S.A. ogni Stato ha il
proprio sistema giudiziario (con diversi gradi
di giudizio) mentre l'ordinamento federale è
dotato di un proprio sistema indipendente.
In molti casi, la giurisdizione statale e quella
federale sono concorrenti.
Le vertenze di natura commerciale tra soggetti
statunitensi e soggetti esteri possono ricadere
nell'una o nell'altra giurisdizione. Ricadono
nella giurisdizione federale ai sensi dello
United States Code qualora l'importo in
contestazione sia un importo superiore a
75.000$.
E' consentito – e spesso viene richiesto dai
convenuti non americani – il trasferimento ad
una corte federale di una causa iniziata dinanzi
ad una corte statale (quando ovviamente ne
sussistono i presupposti). Infatti, le corti
federali generalmente si rivelano maggiormente
competenti nelle cause internazionali, fornendo
altresì spesso maggiore garanzia di
imparzialità.
La struttura del processo civile statunitense
La struttura del processo civile statunitense in
primo grado può essere sinteticamente
ricostruita nelle seguenti fasi:
• filing e service of process
• pre-trial discovery
• trial
• judgment
• enforcement.
Il filing è il deposito dell'atto introduttivo
del giudizio presso la Corte competente, che dà
avvio alla causa. Successivamente al deposito,
l'atto dev'essere notificato al convenuto entro
un certo termine (service of process).
Scambiati i primi atti difensivi (pleadings), si
apre la fase di ricerca delle prove.
Negli U.S.A. la prova cd. discovery è gestita
pressochè interamente dalle parti e dai loro
avvocati. Ciascuna parte (tramite il proprio
avvocato) richiede direttamente all'altra di
fornirle i propri documenti e di rispondere ad
interrogatori scritti, mentre gli avvocati di
ciascuna parte sentono direttamente i testimoni
dell'altra parte, alla presenza dei legali di
quest'ultima (i quali hanno il diritto alla
cross examination, ovvero al
controinterrogatorio del proprio teste).
Il giudice ha essenzialmente la funzione di
controllare la regolarità del procedimento,
fissando udienze interlocutorie a tale scopo.
E' importante sottolineare come la discovery sia
concettualmente molto diversa dalla fase
istruttoria che caratterizza un procedimento
italiano. Qui, infatti, le parti sono
tendenzialmente libere di produrre i documenti
che ritengono opportuni e, per contro,
"nascondere" documenti ed in genere informazioni
ed elementi a loro sfavorevoli.
Viceversa, la discovery consente ad una parte di
ottenere dall'altra pressochè tutti i documenti
in suo possesso e le risposte a tutte le domande
che vengono poste.
Le principali limitazioni sono costituite dai
privileges (tra cui ad esempio il divieto di
produrre corrispondenza riservata, come la
corrispondenza tra avvocato e cliente, coperta
dall'attorney-client privilege). Sono altresì
previste le consulenze tecniche, le ispezioni
presso luoghi e persone, nonché, entro certi
limiti, registrazioni audio-video,
intercettazioni, investigazioni.
Completata la pre-trial discovery si apre la
fase del trial, ovvero del pubblico
dibattimento, svolto essenzialmente in forma
orale, che si tiene dinanzi al giudice,
affiancato in alcuni tipi di procedimenti dalla
giuria popolare.
Va evidenziato, peraltro, che percentuali molto
basse di cause (10-20%) giungono al trial, in
quanto le parti spesso preferiscono conciliare
prima che tale fase si apra.
All'esito del trial il giudice emette la
sentenza, che può generalmente essere impugnata
in appello (anche se la proposizione
dell'appello non impedisce l'esecuzione della
sentenza).
Se la parte condannata non adempie
spontaneamente, la sentenza verrà quindi posta
in esecuzione (enforcement), e verrà effettuato
l'attachment, ovvero il pignoramento dei beni
del debitore.
Anche negli U.S.A. esiste la possibilità di
ottenere provvedimenti "conservativi" di vario
genere, a garanzia del creditore.
Tra questi, ad esempio, vi è il sequestro di
beni del debitore (pre-judgment attachment)
chiesto anticipatamente in previsione e a
garanzia dell'adempimento di una futura sentenza
di condanna del debitore medesimo.
I requisiti e le condizioni per il rilascio di
tali provvedimenti dipendono da Stato a Stato.
Spesso, il creditore deve dimostrare, da un
lato, la fondatezza della sua azione (tale per
cui appaia probabile una futura sentenza di
condanna del debitore) e, dall'altro lato, il
pericolo che, nel periodo in cui si sviluppa la
causa e prima della sentenza finale, il debitore
possa disfarsi del proprio patrimonio oppure
possa fallire.
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