RECUPERO CREDITI GIUDIZIALE
come operiamo: fase giudiziale
La mancata riscossione in via bonaria
non implica necessariamente la definitiva inesigibilità
del credito.
A questo punto lo scenario può
assumere due contorni distinti:
1) se a seguito delle informazioni assunte
emerge che il debitore non possiede alcun bene
utilmente pignorabile può risultare conveniente
non dare corso ad altre azioni di recupero
crediti, oppure si può
palesare come conveniente procedere ad una azione
legale, sicuramente con esito negativo, al solo
ed esclusivo fine di portare in detrazione il
credito inesigibile contando su una applicazione
flessibile delle tariffe forensi.
2) il secondo scenario si apre con la promozione
di una azione di recupero crediti tramite
l’intervento di un legale di fiducia COMAS.
Occorre sempre osservare la massima
cautela nell’iniziare un’azione legale, i cui
costi possono lievitare notevolmente e ricadere
totalmente a carico del creditore se l’esito è
negativo.
Il rapporto sinergico che lega
COMAS al proprio nucleo di legali di fiducia e
teso ad eliminare tutti i rischi di un’azione
legale di recupero credito avventata.
In sostanza l’azione legale per
così dire “secondo il metodo COMAS” viene promossa
solo ed esclusivamente in caso di pratiche sicure,
ovvero quando, a seguito delle ricerche già effettuate
nella fase stragiudiziale, vi è fondato motivo
per ritenere che il patrimonio del debitore sia
sufficiente ad estinguere la pretesa creditoria.
Questo rilevante aspetto manca
nell’ipotesi di un’azione isolata del legale di
fiducia del creditore: di solito, salvo casi particolari,
i legali sono piuttosto di manica larga nel decidere
di agire contro un debitore senza sincerarsi delle
sue condizioni economiche; come tutti sanno, atteso
che la prestazione di assistenza legale e un obbligazione
di mezzo e non di fine, le competenze spettano
immutate agli avvocati, sia in caso di esito positivo,
che in caso di esito negativo.
Come è noto, in caso di esito negativo
dell’azione legale, a carico del creditore rimane
non solo la partita attiva non soddisfatta, ma
anche un ulteriore onere finanziario aggiuntivo
costituito dalle competenze legali nonché dalle
spese di procedura.
Il coordinamento della fase investigativa
stragiudiziale a quella vera e propria di recupero
giudiziale, offre la possibilità di intentare
soltanto azioni mirate, ovvero di adire le vie
legali solo quando vi è ragionevole certezza di
capienza patrimoniale del debitore.
Questa metodologia operativa cerca
di compensare i comprensivi sforzi finanziari
del creditore procedente con una seria aspettativa
di recuperare il credito insoluto.
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