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12/11/2025
FALLÌ SOCIETÀ, CONDANNATO
Savona Erano finiti nei guai per una vicenda avvenuta alla fine degli anni '90. Quando, almeno secondo la tesi accusatoria, nella loro veste di amministratori unici della ditta "Edilizia 3000 Srl" di Savona avevano distratto beni e denaro dal fallimento dell'azienda per un valore complessivo di quasi due miliardi delle vecchie lire. Oltre a non aver tenuto bene le scritture contabili societarie, in maniera tale da rendere impossibile la ricostruzione del patrimonio e del movimento d'affari. Giampiero Tarto, 61 anni, abitante a Savona in via Renghini, ha scelto la strada del patteggiamento della pena, e ieri mattina davanti al giudice per l'udienza preliminare del tribunale di Savona ha ottenuto una condanna a un anno e cinque mesi di reclusione. Giancarlo Pimpinato, 53 anni, originario di Cairo ma residente a Savona, è stato invece rinviato a giudizio e verrà processato per bancarotta fraudolenta il 23 maggio del prossimo anno. Entrambi erano assistiti dall'avvocato Amelio Conacino. La vicenda rievocata ieri mattina al quinto piano del palazzo di giustizia di Savona, nell'ufficio del giudice per l'udienza preliminare del tribunale Caterina Giumano, risale alla fine degli anni '90 e riguarda il fallimento della "Edilizia 3000 Srl", una ditta della quale Giampiero Tarto e Giancarlo Pimpinato erano stati amministratori unici. Secondo la tesi sostenuta dalla pubblica accusa, sia Tarto che Pimpinato avrebbero distratto beni e denaro dal fallimento dell'azienda. A Giampiero Tarto, che era stato amministratore unico della "Edilizia 3000 Srl" dal 20 settembre del 1993 al 3 dicembre del 1998, sono stati contestati in particolare due episodi, avvenuti il 13 e il 31 agosto del 1998. Nel primo avrebbe distratto beni della società per un valore di 720 milioni delle vecchie lire, cedendoli alla società"Dairo Tre Srl" di cui era amministratore unico. Inoltre avrebbe prelevato denaro per un importo complessivo di 559 milioni di lire dalle casse e dai conti correnti bancari della società. Giancarlo Pimpinato, amministratore unico della stessa ditta dal 3 dicembre 1998 al 3 gennaio 2.000, data del fallimento della "Edilizia 300 Srl", è invece accusato di aver distratto beni e attrezzature dal patrimonio sociale dell'azienda per un valore complessivo di 516 milioni di lire cedendoli ad altre due aziende, la "Curmida Srl" di cui era amministratore unico e la "Edilizia Curmida" di Ernesto Cadiani. E di aver poi distratto ulteriori beni, tra terreni, fabbricati e macchinari, per 130 milioni di lire.